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La felicità
che tiene

Un viaggio tra filosofia, vita e i legami che la trattengono.

La felicità che tiene

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Perché non possiamo salvarci da soli

La felicità che tiene non è un manuale e non è un invito a “funzionare meglio”. Muove piuttosto da una domanda semplice: che cosa consente a una vita di durare senza spezzarsi?.

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La stanchezza di oggi non viene letta come difetto personale bensì come effetto di un ordine che pretende autosufficienza e traduce il bisogno in vergogna. Il libro rovescia questo mito e sposta lo sguardo sul campo, sull’intreccio concreto di legami, luoghi, ritmi e vincoli che rende il vivibile praticabile. In questa prospettiva, la felicità non è un “sentirsi bene” da produrre né una motivazione da esibire: è un criterio per riconoscere quando il tempo sostiene e quando invece consuma. Indica se un’esistenza resta attraversabile senza finzioni, se lascia spazio a pause e riprese, se consente di mantenersi fedeli a ciò che si è riconosciuto vero.

 

“Non possiamo salvarci da soli” smette di essere uno slogan e diventa un dato strutturale. Ne deriva una domanda politica concreta su chi può prendere tempo, chi lo perde, quali condizioni rendono giusta una convivenza.

Parlando di felicità 

Il primo di quattro brevi estratti per entrare nel cuore del libro che parla della stanchezza sottile, che attraversa le nostre vite.

Nel secondo video Gina Forgia, della biblioteca "Volare" di Pinerolo, legge un brano tratto dal libro.

A volte è nella nostra vita è necessario affrontare scelte e decisioni "contro": ne parlo in questo terzo video.

La felicità non accade: richiede consapevolezza e un modo diverso di guardare la nostra vita.

Una sintesi nel quarto video.

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La stanchezza sottile, che attraversa le nostre vite.
Parte 2 Lettura.mp4
Parte 3.mp4
Parte 4.mp4
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La voce disgiuntiva dell'essere

Sull'opera di Emanuele Severino nell'interpretazione di Gabriele Pulli

È possibile problematizzare la pur mirabile opera del filosofo italiano Emanuele Severino, spingere il pensiero al di là di questa, pur a partire da questa?

 

Alcuni libri di Gabriele Pulli si caratterizzano in tale senso. In tal modo, oltre a portare a delle proprie specifiche acquisizioni, essi aprono un ulteriore spazio di pensabilità nel quale questo libro intende inserirsi. Ne risulta un avvicinamento fra tradizioni ben diverse, come quella che fa capo a Severino e quella che si esprime nel pensiero di Gilles Deleuze.

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